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Tecniche di Pesca a Traina per il Velista.

L'Attrezzatura



La Lenza


Le lenze che si utilizzano nella pesca a traina sono:

Il monofilo di Nylon possiede numerose qualità tra cui:

1) Scarsa visibilità in acqua a patto che sia di colore neutro (trasparente).
2) Elevata elasticità, che però se da un lato permette una buona resistenza della lenza ai carichi dinamici, peraltro, se questi sono troppo prolungati e ripetuti, determina un allungamento e sfiancamento del filo che ne limitano drasticamente la durata
3) Costo ragionevolmente contenuto.

I suoi lati negativi sono rappresentati da:

1) Maggior diametro, a parità di carico di rottura rispetto al Dacron con conseguente minore quantità di filo che è possibile immagazzinare nel tamburo del mulinello, e soprattutto maggior resistenza all’attrito quando il filo si muove in un corpo fluido come l’acqua marina.
2) Elevata capacità della lenza di assorbire acqua, con conseguente diminuzione del carico di rottura (anche fino a valori del 15%).
3) Elevata sofferenza all’azione dei raggi ultravioletti (è quindi necessario conservare il filo al riparo dalla luce dopo ogni utilizzo).

La treccia di Dacron possiede anch’essa peculiari qualità e più precisamente:

1) Minor diametro, a parità di carico di rottura rispetto al Nylon con conseguente maggiore quantità di filo che è possibile immagazzinare nel tamburo del mulinello, e soprattutto minore resistenza all’attrito quando il filo si muove in un corpo liquido come l’acqua marina.
2) Elevata impermeabilità che gli consente di non essere assoggettata a diminuzioni del carico di rottura conseguente all’imbibizione del filo.
3) Estrema morbidezza che permette una migliore tenuta ed una più facile e precisa esecuzione dei nodi (punti critici di tutta la nostra attrezzatura da pesca), caratteristica che è utilissima anche per evitare parrucche e grovigli indistricabili di lenza.

Peraltro anche questo tipo di materiale presenta dei lati negativi che si possono così riassumere:

1) Elevata visibilità in acqua (eccetto che per il colore nero), il che impone comunque di utilizzare un finale di Nylon lungo svariati metri.
2) Elasticità nulla, il che non ci consentirà assolutamente di sbagliare sui carichi applicati alla lenza, pena la rottura del filo.
3) Costo più elevato rispetto al monofilo di Nylon.

Il Monel è un particolare tipo di filo metallico che ha la caratteristica di essere affondante !
La sua capacità di affondamento varia in relazione al suo diametro (e quindi al suo libbraggio) e dipende chiaramente anche dalla velocità di traina, comunque possiamo assumere un affondamento medio di circa 0,8-1 metro per ogni decametro di monel da 60 libbre trainato rispettivamente a circa 3-4 nodi.
Il Monel ha notevoli limiti: il suo peso elevato non permette di calarne in acqua più di 200 metri, pena uno sforzo inumano per il successivo recupero ed una sollecitazione smisurata dell’attrezzatura, pertanto la profondità massima che si può raggiungere con questo tipo di filo è di circa 20 metri, inoltre si rompe facilmente se subisce delle piegature a 360°, è poi necessario prestare particolare attenzione nel momento della calata poiché l’inerzia del filo, se la bobina non viene mantenuta lievemente frenata, provocherà delle parrucche impossibili da sbrogliare con la conseguente perdita della lenza. Altro fattore negativo è l’elevato costo, peraltro questa è l’unico tipo di lenza che ci permette di pescare con gli artificiali (ad es. i Rapala), in profondità senza utilizzare piombi a spirale o a sgancio rapido (che non ho mai potuto sopportare) oppure il Downrigger (vedi più avanti).
Chiaramente a causa della sua notevole visibilità è necessario utilizzare un terminale di Nylon lungo almeno una ventina di metri.

Il Guadino (Coppo) & il Raffio

Il Guadino ed il Raffio sono due attrezzi indispensabili nella pesca a traina, sono infatti questi strumenti che permettono di concludere con successo la battuta di pesca !
Il Guadino (volgarmente conosciuto come retino) dovrà essere robusto e dotato di una bocca ampia e di una rete capace, inoltre il suo manico dovrà essere sufficientemente lungo da permettere il salpaggio della preda senza sporgersi eccessivamente dalla battagliola, esso serve per imbarcare prede di modeste dimensioni, al di sotto dei 4 kg. Viene utilizzato dapprima di taglio parallelamente al pesce, facendolo successivamente passare sotto a quest’ultimo per tutta la sua lunghezza ed alzandolo con un preciso colpo.
Il Raffio è costituito da un manico dotato di una pratica impugnatura e da un gancio metallico, generalmente senza ardiglione, di sezione adeguata, dotato di una punta affilatissima rivolta verso l’alto

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Fig.3


il manico dovrà essere sufficientemente lungo, da permettere l’imbarco della preda, senza obbligare il raffiatore a compiere eccessive acrobazie. E’ necessario utilizzare questo attrezzo per prede di peso superiore ai 4-5 kg. La raffiatura si esegue impugnado saldamente il raffio per il manico con la punta rivolta verso l’esterno, portando la punta una ventina di centimetri sotto la preda nel punto in cui si intende agganciarla (le zone migliori sono, il tronco all’altezza delle pinne pettorali o ancora meglio all’altezza delle branchie) poi vibrando un colpo deciso verso l’alto per agganciarla.

La Cintura da combattimento

Questo è un attrezzo fondamentale nella pesca a Traina, esso ci consente di manovrare la canna con agilità e senza troppa fatica ed inoltre è importantissimo nel contrastare la preda una volta che si è allamata.
Esistono vari tipi di cinture da combattimento, ma tutte presentano nella loro estremità inferiore un bicchierino basculante sul quale viene inserita la crociera situata alla base del manico della canna da traina. Il bicchierino ha la funzione di mantenere la canna nella posizione corretta senza farsi male, ma la cintura nel suo insieme in realtà serve per scaricare le forze applicate dalle braccia del pescatore sulla canna, anche su altre parti del corpo, in maniera tale che lo sforzo risulti più sopportabile; esistono pertanto cinture di tipo renale, dorsale e combinato (renale e dorsale).

I Portacanne

Sono tubi di acciaio cromato lunghi circa 30 cm che servono per alloggiare le canne nella loro posizione di lavoro durante la battuta di pesca, ne esistono di diverso tipo: a incasso, amovibili a morsetto, da battagliola, presentano tutti sul fondo un incastro dove inserire la crociera della canna. Devono essere fissati in maniera tale che la canna sia facilmente accessibile durante le operazioni di pesca.

I piombi e L’affondatore a palla di cannone (Downrigger)

Esistono vari metodi per affondare le nostre esche, oltre al Monel, di cui abbiamo accennato poco sopra, altre due sistemi per praticare la traina di profondità sono rappresentati da i piombi e dal Downrigger, esiste per la verità anche un affondatore idrodinamico, chiamato Stim, che porta le esche a lavorare ad una modesta profondità, ma vista la sua poca praticità ed la sua resa, realmente scarsa, preferisco non considerarlo.

I piombi

Esistono diversi tipi di piombi adatti ad affondare le nostre traina, questi si possono suddividere in:

Il piombo guardiano presenta una forma piramidale o a pera, allungata, con un occhiello al suo vertice, che permette di unirlo tramite uno spezzone di filo lungo 2-3 metri alla lenza madre, tale filo sarà sempre di diametro inferiore rispetto a quello della lenza madre così in caso di afferrature sul fondo, si perderà solo il piombo e non tutta la lenza. Questo sistema di piombatura è molto efficace in quanto consente, utilizzato da mani esperte, di seguire la morfologia del fondale, infatti ogni volta che la traina si trova in prossimità del fondo, il primo impatto col fondale è del piombo guardiano, questo impatto può essere facilmente avvertito dal pescatore che tiene il filo in mano e che può quindi, aumentando la velocità o recuperando parte della lenza, sollevare dal fondo la traina di quel tanto che basta per evitare l'afferratura dell’esca. La tecnica del piombo guardiano trova il suo impiego principale nella traina con esca viva, infatti la velocità che si deve tenere in questo tipo di pesca è molto bassa e ciò permette al pescatore di effettuare le operazioni per evitare le afferrature della traina sul fondale in tempo utile.

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fig.4


I piombi a sgancio rapido, di forma generalmente a siluro, hanno due pinzette che permettono il loro aggancio e sgancio alla lenza madre in maniera molto rapida, peraltro hanno il difetto di rovinare la lenza stessa, lo stesso difetto, in misura anche maggiore, presentano i piombi a tortiglione in cui filo viene avvolto intorno al corpo del piombo.
Il vantaggio che presentano tutti questi tipi di piombatura della lenza è rappresentato dal costo molto contenuto dei piombi, lo svantaggio principale è dato dal fatto che, utilizzando questi sistemi di affondamento, è molto difficile poter predire a quale profondità lavorerà la nostra esca, ciò dipende da svariati fattori, i più importanti sono:

1) la velocità di traina
2) il peso applicato sulla lenza
3) il libbraggio della lenza
4) la distanza dei piombi dallo specchio di poppa
5) la forma dei piombi

comunque a titolo indicativo riportiamo la seguente tabella che ci indica a che profondità scende un piombo a forma di fuso, trainato alla velocità di 3 o 4 nodi, a 50 metri dallo specchio di poppa, con una lenza da 30 libbre :

PIOMBO VELOCITÀ 3 NODI VELOCITÀ 4 NODI
0,1 KG. MT.1,40 MT.0,90
0,2 KG. MT.2,20 MT.1,35
0,3 KG. MT.3,30 MT.2,75
0,5 KG. MT.4,80 MT.3,60
1,0 KG. MT.6,50 MT.5,00
3,0 KG. MT.14,50 MT.11,80

L’Affondatore a palla di cannone (Downrigger)

Il Downrigger è un marchingegno che permette di affondare le nostre esche alle profondità voluta evitando di incorrere, se adoperato correttamente, nel pericolo di fastidiose afferrature.
Esso somiglia ad un grosso mulinello ed è costituito da:

1) un tamburo dove e alloggiato il cavetto d’acciaio
2) un’asta con una carrucola alla sua estremità
3) la frizione
4) il conta-metri
5) la palla di cannone (grosso piombo del peso oscillante tra i 3 ed i 12 kg.) collegata alla palla vi è una molletta di sgancio regolabile alla quale verrà fissata la lenza.

Tecnica d’utilizzo:

Dopo aver filato in mare l’esca ed una quantità di filo non inferiore ai 20 metri, si collega la lenza madre, per mezzo di una cappiola, realizzata con del filo interdentale, alla molletta di sgancio, questa viene tarata in maniera tale che all’abboccata del pesce la molletta si apra e la lenza sia libera dalla palla di piombo, quindi si fila a mare contemporaneamente e lentamente, il cavetto d’acciaio e la lenza stessa sino al raggiungimento della profondità voluta, come indicato dal conta-metri, a questo punto si serra la frizione dell’affondatore, si recupera l’imbando di lenza fintanto che la canna non si incurvi modestamente e si attende. Quando il pesce afferra l’esca, la molletta si apre liberando la lenza e la canna si raddrizza, si riporta il piombo in superficie e si comincia il combattimento.
La tecnica, che utilizza il Downrigger, è particolarmente indicata nella traina con esca viva in quanto, utilizzando palle di cannone fino ai 5 kg, la palla di piombo sarà pressoché perpendicolare al fondo solo per velocità inferiori ai 3 nodi. Questa tecnica si può anche utilizzare con esche artificiali, ad esempio i Rapala, però a causa della elevata velocità di traina necessaria per far lavorare correttamente queste ultime (dai 3 sino ai 10 nodi, a seconda del tipo di esca e del pesce che si vuole insidiare), è necessario utilizzare la palla da 12 kg. e comunque oltre determinati valori di velocità l’inclinazione del cavo è tale che risulta impossibile prevedere a quale profondità lavora l’esca, a tale proposito si può utilizzare una particolare tabella, da me studiata, che, conoscendo l’angolo di inclinazione del cavetto dell’affondatore rispetto alla superficie dell’acqua, e la quantità di cavetto filato a mare, per mezzo di un semplice calcolo matematico ci permette di conoscere l’esatta profondità a cui sta viaggiando la palla. Peraltro bisogna ricordare che quando si utilizzano delle esche Rapala, queste hanno di per se un loro affondamento, predeterminato dalla casa costruttrice, per una specifica velocità (profondità di lavoro), il quale andrà computato nel calcolo della profondità effettiva raggiunta dall’esca (profondità effettiva=profondità della palla+profondità di lavoro dell’esca).

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Fig.5


La tabella di affondamento reale della palla rispetto all’inclinazione del cavo ed il cerchio di determinazione dell’angolo di inclinazione, possono essere scaricati, cliccando sulle icone sottostanti.
Tabella di affondamento

Cerchio di determinazione


Consigli sull’acquisto dell’attrezzatura

Questi consigli che mi accingo a formulare sono basati sull’esperienza da me accumulata durante gli anni e non vogliono assolutamente essere una pubblicità a favore di un produttore rispetto ad un altro, ognuno è libero di acquistare il materiale che ritiene più idoneo ai propri bisogni, ma mi sembrava opportuno segnalare alcuni attrezzi che, pur comportando una spesa iniziale più elevata, consentono di risolvere in modo definitivo il problema di avere un’attrezzatura affidabile e di estrema durata.
Iniziamo dalla canna: sicuramente la canna più adatta alla pesca a traina dalla barca a vela è il modello Stand-up, ciò in conseguenza del fatto che sul nostro tipo di imbarcazione è impossibile o problematico e in ogni caso poco comprensibile montare una sedia da combattimento (altrimenti uno si compra un bel fisherman e buonanotte al piacere di andare a vela), ottimi sono i modelli dalla Penn o della Shimano, tra i vari libbraggi disponibili, sicuramente la 50 libbre è la più indicata come acquisto iniziale, infatti, tale tipo di libbraggio e il più alto che si può utilizzare senza ricorrere all’ausilio della sedia e ci permette di portare a buon fine anche l’incontro con un tonno di notevoli dimensioni (fino a 80 kg.). I passanti, al fine di evitare eccessivi attriti del filo, dovranno essere del tipo a carrucola, a questa andrà accoppiato un mulinello da 50 libbre o 9/0, se scegliete il tipo con dispositivo della frizione a leva, impareggiabile è il Penn International 50 STW o TW, altrimenti potete accoppiarvi un Penn Senator 9/0 con dispositivo della frizione a stella (molto più economico).
Per imbobinare il mulinello Io utilizzo il Dacron Dupont da 50 libbre, i mulinellli sopra citati ne contengono circa 1000 yards (914 metri), se invece li imbobinate con monofilo di Nylon da 50 libbre (0.70) la loro capacità scende a 850 yards (777 metri). Per il terminale, utilizzando il Dacron come lenza madre, personalmente aggiungo uno spezzone di circa 80/100 metri di monofilo di Nylon dello 0.80, questo si unisce alla lenza madre infilandolo all’interno dalla calza di Dacron, per una lunghezza di almeno 50 cm. e si fissa il punto d’ingresso con una legatura realizzata con del filo interdentale.

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Fig.6


Questo tipo di giunzione, incredibile a dirsi, ha una resistenza fenomenale e presenta il vantaggio di non determinare asperità nel punto d’unione madre-terminale.
Come seconda canna consiglio un insieme analogo al precedente ma di libbraggio inferiore (30 libbre), in questo caso utilizzeremo sempre lo stesso tipo di mulinelli e di lenze ma nella versione da 30 libbre. Il finale, se utilizziamo il Dacron, sarà di monofilo di Nylon dello 0.60, questo tipo di attrezzatura ci consentirà delle catture più esaltanti dal punto di vista sportivo, vista la minor potenza dei mezzi adoperati, ma non ci permetterà di commettere errori di alcun tipo con prede di grosse dimensioni.

Se volete cimentarvi nella traina di profondità:

1) Utilizzando il Monel la canna più adatta è una 20/30 libbre (raccomando il modello Bestmaster della Shimano, per il suo elevato rapporto qualità prezzo), con passanti ad anello accoppiata ad un mulinello con dispositivo della frizione a stella, ottimo il Penn Senator 114H 6/0 caricato con 200 yards (182 metri) di Monel da 60 libbre quest’ultimo viene montato su di un cuscinetto di monofilo di Nylon dello 0.70/0.80 lungo abbastanza da far si che l’insieme Nylon-Monel sfrutti per intero la capacità di carico della bobina del mulinello, la giunzione Nylon-Monel viene realizzata creando una cappiola sul Monel dove s’inserisce una girella oppure si annoda direttamente il monofilo di Nylon.

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Fig.7


2) Utilizzando il Downrigger la canna più adatta sarà una 20/30 libbre con adeguato mulinello, meglio se a leva, montata con Dacron e Nylon, come descritto sopra, per quanto riguarda l’affondatore a palla di cannone, il modello che vi consiglio è senza dubbio il Penn Fhatom Master, di facile utilizzo può essere fissato e successivamente tolto dalla barca per mezzo di una base di montaggio, che ne permette la sua rapida rimozione; esistono anche modelli più piccoli, ad esempio della Cannon, che possono addirittura essere montati sulla battagliola per mezzo di un morsetto ed hanno incorporato il portacanna. Nel montaggio della base bisognerà fare in modo che l’affondatore sia più spostato verso prua rispetto al portacanne (contrariamente a quanto si vede nella figura n.5) in maniera tale che il cavetto dell’affondatore non sia d’intralcio alla lenza, nel momento del distacco di quest’ultima dalla pinzetta di sgancio, dopo l’abboccata. La pinzetta, è un attrezzo fondamentale per la riuscita di tutta l’azione di pesca pertanto sarà imperativo non lesinare fondi sull’acquisto di quest’ultima, il modello più valido è senz’altro quello della Aftco utilizzato per i divergenti, ma in realtà impareggiabile come dispositivo di rilascio della lenza nella pesca con il Downrigger, purtroppo il suo costo è molto elevato (anche superiore, in taluni negozi, alle 50.000 lire) ma sicuramente sono soldi spesi bene.

Nella traina col vivo sarà necessario in primo luogo procurarsi l’esca viva, per fare ciò sono necessarie delle piccole canne telescopiche di circa 3 metri con mulinelli a bobina fissa di modeste dimensioni armati con monofilo di nylon dello 0.20/0.25 o anche 0.30 e qui lascio a voi la scelta dell’attrezzatura visto il modesto sforzo che questa deve sopportare. Se volete praticare la traina col vivo sarà comunque imperativo avere in barca anche questo tipo di attrezzatura leggera.

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